BALENE IN VOLO: Siamo a Milano con Daniel Tummolillo, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, per parlare di serigrafia artistica. La prima domanda, d’obbligo, è: cosa si intende per serigrafia artistica?

DANIEL TUMMOLILLO: La serigrafia artistica è, principalmente, stampa d’arte. Non è la serigrafia industriale, ma è un qualcosa di più creativo dove i protagonisti sono sia artisti che stampatori. Per cui, nel mio caso gli studenti, progettano l’immagine, loro preparano tutto l’aspetto di prestampa e loro stampano il proprio lavoro. Lavori direttamente su ogni fase del processo creativo e produttivo.

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B: Dal tuo punto di vista, perché un illustratore dovrebbe avvicinarsi alla serigrafia? Quali sono i consigli per chi inizia? Cosa può trovare come spunto creativo?

D: Illustratori e grafici sono figure lavorative e creative che, bene o male, vengono a conoscenza della serigrafia, ma spesso solo da un punto di vista teorico. Se si avvicinassero anche da un punto di vista pratico, potrebbero capire meglio cos’è e le possibilità che offre per realizzare le proprie idee, i propri lavori, i propri disegni senza dover passare da qualcuno (un fonitore esterno n.d.r.). La propria creatività deve adattarsi agli aspetti tecnici della serigrafia e, quindi, bisogna conoscerli, sperimentare e provare, in modo tale da riuscire ad adattare il segno, la mano, in funzione del medium che si sta utilizzando.

B: Quindi anche l’atto di stampare diventa un momento di creatività, non è una semplice riproduzione di quello che uno ha disegnato?

D: Assolutamente! Nel momento in cui hai preparato tutti i cliché, stai preparando i colori, nell’atto stesso della stampa puoi decidere ancora di cambiare qualcosa, di giocare in qualche modo. Puoi mantenerti fedele all’idea originale, oppure puoi pensare in quel momento di, ad esempio, cambiare i colori e di fare della tiratura limitata con altre tonalità, oppure giocando su delle imperfezioni o altro che decidi al momento.

B: Cosa si può fare con la serigrafia?

D: Sostanzialmente si può fare tutto! Si può stampare su tutto. Si tratta di una tecnica nata per risolvere delle problematiche di tipo industriale, in quanto legata alla produzione di massa, come manifesti pubblicitari, oppure gadget, packaging, etc.. Quello che poi è successo è che, chi si è avvicinato alla serigrafia, ha potuto trovare un mezzo con cui esprimere la propria creatività utilizzandola a proprio modo. Giocando con la serigrafia, capendo determinate cose, uno può intervenire e sperimentare e, a quel punto, fare tranquillamente quello che vuole. Puoi decidere di stampare su ceramica, decidere di stampare gadget, oggettistica, decidere di fare stampa su carta o la stampa su stoffa… non ha veramente limitazioni. L’unico limite è la fantasia della persona che si approccia a questa tecnica.

B: Dunque puoi cimentarti sia in applicazioni di tipo artistico, che di tipo artigianale, creativo o commerciale?

D: Assolutamente, assolutamente! Poi negli ultimi 10/15 anni si è diffuso il pensiero del “do it yourself”, del fare da se stessi e c’è stato un avvicinarsi da parte delle persone, soprattutto giovani, per realizzare i propri prodotti e rendere concreta la propria creatività producendo da soli. La serigrafia a questa cosa si presta molto bene, proprio perché ti permette di stampare su carta e su infiniti altri supporti e, a quel punto, uno decide soltanto cosa vuole fare.

B: Quindi, la serigrafia artistica non lega ad un risultato stilistico dovuto alla tecnica, ma può essere personalizzata nei risultati seguendo l’impronta dell’illustratore o dell’artista che ci si dedica?

D: Sì assolutamente! Per cui veramente la creatività di ogni persona è quella che comanda. La tecnica ha un processo lavorativo ben definito, d’accordo, però in ogni momento, uno può intervenire. Nel momento in cui conosce la tecnica, può decidere anche di modificare la propria creatività; sapendo come vengono prodotti determinati errori di stampa, uno li può analizzare, conoscere e quindi può essere un elemento in più da aggiungere alla propria creatività, giocando e sperimentando. Io chiamo “giochi” la possibilità di fare prove, sperimentare per trovare il proprio modo. Ci sono dei serigrafi che seguo che, ad esempio, stampano solo su maglia; però ogni maglia che loro stampano ha una tiratura limitata. Ogni maglia ha il proprio cartellino ed è trattata come se fosse una stampa d’arte vera e propria. Dal un punto di vista artistico, se volessimo restare fedeli al pensiero tradizionale, il serigrafo è uno stampatore d’arte che collabora con un artista; il serigrafo è colui che, in collaborazione con l’artista, cerca di trasportare la sua idea in un prodotto concreto. Mentre oggi queste figure, artista e stampatore, sono spesso tutt’uno.

B: Cioè un artista a tutto tondo che progetta e produce! E che, anche nella produzione, mette dentro ancora degli elementi suoi di creatività?

D: Sì assolutamente! E le produzioni sono sempre a tiratura limitata. Mentre lo stampatore d’arte, insieme all’artista, insieme all’editore o gallerista decidono la tiratura, l’artista “fai da te” sceglie quante copie realizzare a seconda di quello che deve fare e, generalmente, sono sempre tirature molto basse. Ci sono poi i vari settori con le loro specificità. Se parliamo, ad esempio, di “Rock poster art”, questa si basa su un lavoro di collaborazione, un contratto tra l’artista-stampatore e la band musicale, o il manager in questo caso, che definisce la tiratura di massima. Ma le tirature abituali sono tra le 75 e le 100 copie, ancora fattibili a mano senza bisogno di macchinari particolari, semi-automatici o automatici. Stampare a mano fa la differenza sul prodotto finale. Una differenza che io, personalmente, apprezzo proprio per quelle leggerissime imperfezioni che danno un sapore diverso e migliore rispetto ad una stampa perfetta, bellissima quanto vuol essere, ma fredda.

B: A proposito di attrezzatura, per fare della serigrafia artistica servono attrezzature ingombranti, spazi attrezzati, investimenti economici importanti? è possibile crearsi un laboratorio domestico?

D: Allora, è possibile crearsi un laboratorio in ambiente domestico. Io, nella mia associazione, che poi è anche il mio studio, mi sono prodotto le cose, me le sono costruite da solo. Con un piccolo budget economico che può variare tra 500 e 1.000 euro, uno può iniziare a fare stampa, a fare serigrafia. La spesa maggiore è quella per costruirsi questa lampada, il bromografo, che permette la preparazione dei cliché e, di conseguenza, di essere indipendente da quel punto di vista ed avere un costo limitato. Poi per quanto riguarda il piano da stampa, non necessariamente servono dei piani da stampa come uso qui in accademia, ma bastano anche dei semplici morsetti avvitati su un piano tavolo robusto. Già con queste due cose, uno è indipendente e può iniziare a fare.

B: Raccontaci, proprio in due parole, come funziona la serigrafia, cioè come si fa a stampare? che cosa occorre e quali sono le cose da fare?

D: Occorre avere un bromografo, questa lampada per foto-sensibilizzare l’emulsione e sviluppare poi il clichè. Il bromografo va comprato o può essere costruito da sè. Poi lo sviluppo, che viene fatto ad acqua, può essere gestito con un normale lavandino. Una volta che tu hai sviluppato il clichè, monti i morsetti sul tavolo, monti il clichè dentro i morsetti. Ti servono i colori, gli inchiostri. Io consiglio sempre inchiostri ad acqua. Ed infine la racla! Che è lo strumento vero e proprio che ti permette il passaggio del colore dall’interno del clichè al supporto di stampa.

B: Andiamo a sbirciare un po’ il Daniel artista

D: Proviamoci

B: Come fatto il tuo mondo di artista? da cosa è popolato?

D: Innanzitutto a me piace fotografare. Mi piace viaggiare, mi piace fare fotografie nei luoghi che visito, mi piace cercare i particolari dei luoghi. Generalmente io parto da fotografie che possono essere mie, possono essere magari tratte da dei frame di film che mi hanno colpito o possono essere delle immagini trovate in giro. Mi piace molto la fotografia, ho molti ritratti e mi piace molto fotografare le strutture. Ponti mobili, gru da cantiere, tralicci dell’alta tensione, figure modulari. Mi interessa il discorso sia del modulo che c’è all’interno di queste strutture, sia del fatto che sono figure, che sono oggetti e strutture che sono dei multipli, per cui la gru da cantiere e la stessa qui a Milano con a L’Aquila come in Qatar o come negli Stati Uniti. Il fatto di essere un multiplo, trova un’assonanza rispetto alla stampa e alla serigrafia, perché io produco multipli e trovo in giro, intorno a me, oggetti che, nonostante non siano stampati, di per sé sono dei multipli. E quindi questo concetto del multiplo è per me un tormentone che ritorna. Ho cercato di svilupparlo anche da un punto di vista naturale, osservando e prendendo spunto dalle foglie, e l’ho cercato anche attraverso merletti e pizzi. Li ho utilizzati sia per preparare cliché, che per comporre un’immagine serigrafica. Il concetto di multiplo è uno di quegli aspetti che sto sviluppando e che mi incuriosisce parecchio.

B: Cosa rispondevi a chi ti chiedeva “cosa vuoi fare da grande?” e cosa risponderesti adesso?

D: Io non sapevo cosa avrei fatto da grande, assolutamente. Perché da bambino mi ricordo che il mio desiderio era quello di diventare pompiere. Tipico! Ed è successo tutto per caso. Io sapevo che volevo arrivare a studiare all’Accademia di Brera e quello, diciamo, era il mio scopo. Poi l’insegnamento è venuto un po’ per caso. Ho iniziato ad insegnare in un’altra scuola di Milano dove c’era un laboratorio di serigrafia, una scuola professionale. Ho fatto un anno di studi da loro per preparare la mia tesi di Brera per cui, data la tesi a Brera, messo a pari con il corso che stavo frequentando, sostenuto anche l’esame con loro, la direttrice mi ha chiesto se ero interessato a gestire il loro laboratorio per l’anno scolastico successivo. Io sono caduto un po’ dal pero, però so trattava di gestire un laboratorio, si trattava di fare serigrafia e quindi ho detto sì. E poi da lì, piano piano, ha proseguito questa carriera. Dopo qualche anno ho saputo di un bando che stavano aprendo per il corso di serigrafia qui a Brera, ho partecipato e l’ho vinto.

B: Sembra fatto su misura!

D: Infatti mi ritengo particolarmente fortunato perché è un lavoro bellissimo insegnare. Il contatto con giovani menti e giovani menti creative, è sempre stimolante e mi incuriosisce tanto. In più, io mi sento comunque sempre una figura tecnica, per cui mi piace l’idea di pensare per trovare un modo di sviluppare le idee degli altri; riuscire a risolvere dei problemi o dare dei consigli, o mettermi lì a… questo aspetto tecnico, bene o male, è innato in me e, quindi, questa cosa è anche molto figa!

B: Per approfondire la conoscenza di questo mondo, che comunque è molto variegato di produzioni e di stili, consigli di andare a visitare qualche evento in particolare?

D: Sì assolutamente! Innanzitutto, se dovesse capitare che ci siano in giro mostre di Andy Warhol, consiglio assolutamente di andare a vederlo. Per me è stato fondamentale. Quando stavo preparando la tesi, c’era qui a Palazzo Reale una sua mostra. L’anno dopo venne portata a Brescia e io andai anche lì, anche se era la stessa mostra, perché osservare il lavoro di Warhol mi ha permesso di capire come lui lavorava e, quindi, di iniziare ad imitarlo. Copiandolo e sperimentando, pensando a come avrebbe fatto lui, ho iniziato ad approfondire la tecnica e a capire molte cose. Negli ultimi anni in Italia ci sono tanti eventi dedicati alle autoproduzioni, nei quali c’è tanta grafica e c’è anche molto serigrafia. Sono generalmente eventi gratuiti ad ingresso libero. Ci sono in tutta Italia. A Milano, a Genova, a Macerata, a Napoli, Bari, Roma, Pescara… Si è creata una sorta di rete con tutti gli organizzatori di questi eventi. Da aprile e maggio, fino a settembre, ogni due settimane c’è un weekend occupato da uno di questi eventi. Ad aver la possibilità di fare una tournée così, puoi girare quasi tutta l’Italia. Ci sono anche eventi all’estero molto interessanti, molto importanti. E a fine novembre (2019 n.d.r.) qui a Milano ci sarà Posters Rock, la prima mostra mercato. Verranno esposti e venduti manifesti stampati a mano per band musicali. Sto aiutando nell’organizzazione e verranno artisti dall’Italia, dall’Europa, quindi Spagna, Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda, dalla Germania ed è il primo di questo genere in Italia. Ci sono già state delle esposizioni di poster, però questa è la prima volta in cui puoi avere a che fare direttamente con l’artista che ha stampato. Verso fine aprile, maggio ci sarà di nuovo Filler, nella sua decima edizione, e da quel periodo in poi inizieranno ad esserci molti eventi in giro, per tutte le età. C’è Ratata a Macerata, ci sarà lo Zap a Pescara, poi c’è il Capo festival, c’è il UE festival, ci sarà il Crack festival, insomma ce ne saranno una caterba. Queste sono comunque occasioni in cui vale la pena di muoversi e andarli a visitare, perché si vedono veramente cose bellissime e molto interessanti. In questi eventi organizzano sempre un qualcosa di parallelo, come workshop legati alla stampa, alla calligrafia, discussioni con protagonisti, artisti e quant’altro. Per cui è sempre un bel momento poter andare a farsi un giro, ti può capitare di parlare davvero con chiunque.

B: Qualche artista e illustratore di riferimento da sfogliare per farsi un’idea di quante cose diverse si possono fare con la serigrafia? ed eventualmente una bibliografia che ti senti di consigliare?

D: Le bibliografie sono soprattutto testi in inglese che ho trovato negli anni, in librerie alternative. Questi testi hanno una parte di informazioni tecniche all’inizio e poi parlano di chi fa serigrafia, di dove la fa e di come la fa, oltre a dare poi i vari contatti, link e quant’altro. Esponenti italiani, ad esempio, ce ne sono una caterba. Secondo me bravissimi, che seguo e che colleziono, sono The Giants Lab di Genova, Jessica Rassi, che fa lavori molto complicati a 6, 7 colori. Poi c’è My Name Is Bree, Sabrina Gabrielli di Roma, le cui stampe, lei è illustratrice, sono ricche di particolari, per cui quando ti avvicini a osservare entri in un mondo e in una storia. Poi Fabio Meschini di Roma, con Clockwork Pictures. Poi c’è Vincenzo Quero Fortunato ad Ancona con Silk Screen Department. Ce ne sono tantissimi. Elisa Talentino, che è una illustratrice e fa serigrafia. Poi ci sono Tantemani, loro sono di Bergamo, fanno serigrafia però lavorano col sociale, quindi un’altro approccio ancora alla serigrafia. Medulla che produce da sè i colori organici che poi usa per stampare, a Modena. A Roma ce ne sono tantissimi, a Napoli, all’estero… dovremmo stare qui giorni, insomma. Titoli in questo momento non ne ho perché, appunto, ho una pessima memoria (vedi la bibliografia completa in fondo alla pagina n.d.r.). Quando mi invitano a tenere dei workshop porto sempre i miei libri da mostrare. Ci sono artisti che io seguo tantissimo, di cui adoro le stampe. Uno è Dan Mac Adam e poi c’è Brian Ewing, c’è Chuck Perry, un altro bravissimo, un mostro nella serigrafia veramente! In Spagna c’è un’altra scuola bellissima, è veramente un mondo affascinante! E poi sono talmente tanti gli artisti che si avvicinano alla serigrafia e stampano, che tu vedi una ricchezza di stili di grafiche diverse che ti lascia spiazzato. Se pensi che è tutto fatto a mano, costano davvero poco. Le stampe hanno un prezzo che può variare dai 25 ai 100 euro. Logicamente Chucks Perry è quotato, per cui le sue stampe valgono anche migliaia di euro. Anche i Malleus sono molto quotati: sono italiani e fanno dei lavori bellissimi. Quindi veramente c’è di tutto.

B: E c’è anche spazio per tutti!

D: Sì, sì, sì, assolutamente! Perché la creatività non ha limiti, per cui ognuno può prendere spunto da qualcun altro, d’accordo, però la fantasia è la propria, e non trovi due persone che fanno la stessa cosa. Magari si possono vedere delle similitudini ma riconosci uno e riconosci l’altro, sempre.

B: Grazie Daniel, è stato veramente interessante. Ci vediamo alle Balene in volo.

D: Dai! A presto allora. Grazie.

Daniel sfoglia e commenta alcune stampe:

D: Questi sono alcuni lavori dei miei studenti che di solito mi faccio lasciare, spontaneamente, durante gli esami. Sono dei lavori che a me, in qualche modo, hanno colpito e che trovo interessati e molto creativi. Ogni studente cerca di rappresentare la propria creatività, per cui aiutarlo a trovare la soluzione giusta è veramente stimolante. Come in questo caso, questo studente ha cercato di fare un lavoro particolare su un effetto ottico. Guardando questa immagine con gli occhialini con le lenti di due colori diversi, ciano e magenta, le immagini si uniscono. Ha fatto una ricerca sull’ottica, sul colore, che doveva essere lo stesso della lente utilizzata per osservare l’immagine. Oppure come questo studente che ha usato un semplice materiale come una garza per preparare il cliché e aver una stampa molto particolare, che in questo caso è rosso su nero. A dimostrazione che non necessariamente uno deve utilizzare un programma di computer grafica, d’accordo, ma la serigrafia ti permette di giocare con gli oggetti che abbiano un minimo di spessore per non fare passare la luce durante la fotoincisione. Ottieni così una texture del tutto naturale, che può essere utilizzata. Poi questo altro studente ha voluto preparare la copertina di un cd della sua band. Per cui il cd è stampato normalmente, però la copertina è fatta a mano. Anche qui la serigrafia entra in un discorso di autoproduzione. Suono, faccio parte di una band, voglio anche iniziare ad auto produrmi la copertina del disco, la copertina del cd, le magliette, i poster del concerto. Quindi da lì si va avanti. Poi anche questo è un lavoro che mi aveva molto colpito, di questa ragazza cinese. Questa è stata la sua seconda stampa e sono sette colori, è molto impegnativo! In più è solo il suo secondo lavoro. Per cui c’è dietro una tenacia e una persistenza notevoli che mi avevano colpito tanto. Ci sono un sacco di ragazzi che si sono dati da fare, si sono appassionati, hanno iniziato poi ad attrezzarsi da soli, hanno una mano e un segno grafico che io trovo veramente interessante. Complesso, anche. Ad esempio c’è questa figura con il serpente, il coniglio e questo rapace in alto, il ratto qui. Una figura già di per sé complessa anche magari di difficile lettura, tutto realizzato a mano: dalla preparazione della pellicola, alla stampa. In più questa persona, insieme ad altri ragazzi, si sono costituiti come piccolo laboratorio, fai da te, in casa, e stanno andando avanti. Alcuni di loro sto continuando a seguirli per la tesi. Sono talmente tanto diverse personalità che poi mi ritrovo tanti lavori diversi. Ed è stimolante anche per me vedere determinati risultati, anche rispetto alle cose che posso fare, o pensare di fare.

Scopri l’attività di Daniel Tummolillo

Bibliografia consigliata:

L’ho suddivisa in due gruppi:

Il primo è più specifico sulla serigrafia, sono testi che trattano sia la Rock Poster Art internazionale che la Serigrafia d’Arte e gli Artisti/Laboratori che portano avanti questa tecnica, anche attraverso collaborazioni artistiche e lavorative, dando anche informazioni molto semplificate della tecnica.

Il secondo gruppo sono alcuni testi di tipo più saggistico. Li consiglio perché affrontano varie tematiche, che vanno dalla stampa in un senso più ampio fino a parlare delle attività che ci sono dietro all’artigianato e al realizzare qualcosa con le proprie mani, all’evoluzione dell’immagine nel suo uso nella storia, fino ad arrivare ai manifesti pubblicitari e al loro sviluppo nella società moderna.

SERIGRAFIA:

  • OMG POSTERS A Decade of Rock Art”
    ed. Reagan Arts.
  • Poster-Art – Innovazione e Design di Manifesti
    Charlotte Rivers, Logos 2007
  • SQUEEGE The European Gig Poster Movement”
    Bernd Hofman and Joris Diks, ed. The Red Can Company
  • CARTELES DE ARTISTA Da Toulose-Lautrec a Jeff Koons”
    Colecciòn Joseluis Rupéerez Museo Carmen Thyssen Malaga
  • Low tech print”
    Caspar Williamson, ed. Laurence King Publishing Ltd.
  • SILKSCREEN BASICS A Complete How-to Handbook”
    Ginko Press 2010
  • PULLED A Catalog of Screen Printing”
    Mike Perry Princeton Architectural Press 2011
  • POP ART & WARHOL”
    167 Carte D’Artista Germano Celant 2016, Abscondita srl
  • LA STAMPA D’ARTE Tecniche tradizionali e contemporanee”
    Ann d’Arcy Hughes, Hebe Vernom-Morris, ed. Logos
  • Litografia serigrafia”
    a cura di Ginevra Mariani , ed. Le Tecniche in piano De Luca Editori D’Arte
  • Trattato di serigrafia”
    Franco Lo Giudice, Tirrenia Stampatori 1998
  • SEE RED Women’s workshop Feminist Posters 1974-1990”
    Four Corners Books
  • Silkscreen Masters-Secret’s of the World’s Top Screen Printers”
    Vetro Editions 2017

SAGGISTICA:

  • Manifesti – Storie da incollare”
    Arturo Carlo Quintavalle, ed. BUR 1996
  • L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”
    Walter Benjamin, Ed. Einaudi
  • Le rivoluzioni del libro – L’invenzione della stampa e la nascita dell’età moderna”
    Elizabeth L. Eisenstein, Ed Il Mulino
  • L’uomo artigiano”
    Richard Sennett, Ed Universale Economica Feltrinelli
  • La galassia Gutemberg”
    Marshall Mc Luhan, Ed. Armando Editore
  • Oralità e scrittura – Le tecnologie della parola”
    Walter J. Ong, Ed. Il Mulino
  • ANDY WARHOL”
    a cura di Elio Grazioli, Riga 33 Marcos y Marcos

Alcuni artisti di riferimento:

Per quanto riguarda sia gli artisti che i fornitori di materiale serigrafico, ne avrei centinaia da segnalare, tutti bravissimi. Dovendo fare una selezione, mi sono mosso principalmente in funzione della varietà stilistica e applicativa e della mia esperienza personale.

Non è mia intenzione né mio interesse parlare solo di un “genere serigrafico. Ciò che mi stupisce quotidianamente è come le persone si approcciano alla serigrafia, mostrando così, oltre alla loro creatività, anche le possibilità applicative di una tecnica considerata, da sempre, di secondo piano.

Clockwork Pictures
http://www.clockwork-pictures.com/

Officine Tantemani
https://tantemani.it/

Medulla
https://www.medullamade.com/

Zeno’R
https://www.facebook.com/Gzenor/

Babel
https://babeltag.wordpress.com/

Print Club Torino
https://www.printclubtorino.it/

Fornitori di riferimento: