Il testo integrale della video intervista

BALENE IN VOLO: ciao Tiziana Romanin

TIZIANA ROMANIN: ciao e benvenuti

Siamo nel tuo studio di Milano e iniziamo con la domanda di rito: come è nata la tua passione per l’illustrazione?

TIZIANA ROMANIN: Penso che sia nata con me perché ho l’impressione di non avere mai scelto. Come molti miei colleghi, sono caduta nel calderone come Obélix da piccola e non ho più smesso di disegnare!

Video intervista a Tiziana Romanin | La calcografia nell'albo illustrato

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Raccontaci come è nata la tua carriera. Quali percorsi hai fatto?

TIZIANA ROMANIN: Quando abitavo nel mio paesino in provincia di Venezia, coglievo immediatamente qualsiasi occasione, come la copertina del libro per l’editore locale, etc… Poi, avendo studiato a Venezia, lì le occasioni sono state più interessanti e numerose. Successivamente ho capito che l’Italia mi stava un po’ stretta e sono partita per Parigi. Avevo voglia di sperimentare altre cose e sembrava che lì si facesse illustrazione in modo più interessante rispetto a quello che io facevo in quel momento in Italia. Ho iniziato da piccole cose, poi ho seguito un po’ l’intuizione, un po’ gli interessi e le occasioni che si presentavano.

Quindi per la tua esperienza, hai trovato che il mercato francese offrisse più opportunità per una giovane illustratrice rispetto a quello che offriva il mercato italiano?

TIZIANA ROMANIN: Allora sì! Io sono partita nello scorso secolo, era il 1998, più di vent’anni fa! 21 anni fa. E allora sì, il mercato francese era un faro. C’era una tale spregiudicatezza anche nell’utilizzo dell’illustrazione, una sperimentazione anche, che seguiva quello che è stato il percorso artistico della Francia da sempre, che mi intrigava e avevo voglia di mettermi alla prova. Sicuramente era un punto di riferimento importante.

Per quanto riguarda il tuo percorso formativo, hai fatto degli studi classici d’accademia? sei autodidatta?

TIZIANA ROMANIN: io ho fatto il liceo artistico, ho studiato architettura e poi ho fatto scenografia. Mi sono diplomata in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia e poi ho fatto dei corsi di specializzazione. Il più marcante, diciamo, è stato l’incontro con Maurizio Olivotto. Tutto quello che faccio oggi di calcografia nell’albo illustrato è lui che me lo ha insegnato. Quindi sono entrata in questo mondo, che poi ho coltivato, di bibliofilia, di tirature limitate e quindi sì, direi che ho fatto degli studi abbastanza classici nel settore artistico.

Tiziana Romanin | la calcografia nell’albo illustrato

Attraverso le tue opere quale messaggio, quale tema, se ce n’è uno ricorrente, ti piace esprimere o vuoi far passare?

TIZIANA ROMANIN: Penso che la cosa per me più importante sia quella di divertire. E divertire in senso lato. Non vuol dire fare ridere, può essere anche soltanto un sorriso, semplicemente l’interesse e la passione che nasce nel seguire una storia. Perché, secondo me, l’illustratore è anzitutto interprete e narratore. Mi piace raccontare storie; che sia attraverso una sequenza di immagini, come in un libro, oppure attraverso una sola immagine che evoca una storia possibile. Ci sono molte possibilità. Però questa è la cosa che mi piacerebbe che passasse di più attraverso le mie illustrazioni.

Tiziana Romanin | la calcografia nell'albo illustrato

Hai pubblicato molti libri. Ce n’è uno, chiamiamolo libro del cuore, oppure uno che ti rappresenta maggiormente, di cui vuoi parlare?

TIZIANA ROMANIN: Allora, si va sempre sui più recenti perché sono quelli che hai ancora dentro e quelli che rappresentano l’ultima tappa di un percorso. Sono molto legata a due libri in particolare uno è Franz e Dora, la bambina e la bambola; è l’unico libro mio che è stato tradotto in italiano, e in italiano si intitola E così spero di te, Terre di Mezzo editore. Si tratta di una storia vera su Franz Kafka. L’altro è La louve et l’anglais, uscito l’anno scorso, ed è un libro che si svolge per metà in Italia e per metà a Londra. In Italia si svolge a Roma, una città che adoro, una città dove ho abitato. Sono quelli che sento più vicini a me, che uniscono una poetica più sognante, onirica e fantastica ad una presa più sulla realtà.

Sono entrambe storie vere ma scritte, raccontate ed illustrate con una grande apertura ad un immaginario di come, probabilmente, le cose sono andate; è per me fondamentale avere la possibilità, quando racconto le storie attraverso le immagini, di ritagliarmi, al di là della fedeltà al testo, una mia libertà di come le immagino io. In sostanza sono un’interprete della storia, quindi è il mio punto di vista sulla storia per quanto fedele, appunto, alla storia stessa.

Tiziana Romanin | la calcografia nell’albo illustrato

Prima accennavi al discorso stilistico e tecnico. Cosa caratterizza il tuo stile dal punto di vista tecnico? Come sei arrivata alla calcografia nell’albo illustrato?

TIZIANA ROMANIN: Inizialmente io ho cominciato a lavorare con sanguigna, il pastello e acquerello, soprattutto. Lavoravo molto per la stampa per gli adulti. Però era un tratto che non era ben leggibile per i bambini. Quando ho deciso che mi interessava molto di più raccontare storie per i bambini e i ragazzi, ho dovuto trovare un modo più immediato, più chiaro per esprimermi. Siccome avevo fatto degli esperimenti nel libro d’artista con la calcografia, un editore -Grandir che ora non esiste più- mi pubblicò in versione normale tra virgolette, in offset, quel libro d’artista. Il libro d’artista di cui parlo è questo, che esiste in 5 esemplari in italiano e 15 in francese.

la calcografia nell'albo illustrato per ragazzi | libro d'artista

Per me era un’operazione che poteva interessare solo un bibliofilo, invece questo editore rimase folgorato da questo libro e si appassionò, tant’è che lo pubblicò in francese e in italiano grazie a Jaca Book. Da quel giorno mi sono detta: i due mondi, quello della bibliofilia, del lavoro di incisore e quello invece di illustratore possono convivere, riunirsi e ho iniziato a usare il monotipo e la calcografia nell’albo illustrato per ragazzi e nell’illustrazione; questi libri sono realizzati con il monotipo e poi acquerellati e con pochi interventi a pastello. Così ho riunito dottor Jekyll e mister Hyde!

Ci puoi sfogliare il tuo libro d’artista?

TIZIANA ROMANIN: ne ho fatti altri e questo è uno dei primi esperimenti. Qui ci sono le lastrine di zinco ritagliate, poi ci sono degli interventi a pastello e degli interventi in calligrafia. Si sviluppa come un leporello, quindi a fisarmonica, ed è un gioco di trasformazione, o piuttosto di cambiamenti, tra gli animali.

Il procedimento calcografico è molto lungo, molto lungo; ci vogliono poi delle attrezzature che io peraltro non ho qui, ho in un altro studio che è in campagna, perché non è neanche molto sano e l’acido fa male alla salute! quindi bisogna avere degli aspiratori e lavorare in certe condizioni. Questa operazione mi piaceva perché, chiaramente un libro del genere, a tiratura limitato, ha un prezzo; il libro offset invece è più democratico perché costa 10 euro.

Ovviamente la qualità è differente: qui c’è una piacevolezza del tatto. Ecco una cosa che a me piace moltissimo è anche l’esperienza sensoriale: apri un libro nuovo e c’è l’odore della colla, lo senti al tatto… Infatti mi è impossibile, da lettrice, comprare dei libri che non mi piacciono. Ci sono degli editori, per esempio, che io non riesco a comprare perché i libri sono brutti. Questa piacevolezza nel sentire qui è aumentata che dal fatto che la lastrina ha lasciato l’impronta dell’animale, quindi ci sono poi tutti questi fattori che si aggiungono all’esperienza della lettura.

E questo è uno degli ultimi miei libri, dove ho cambiato completamente tecnica ed ho sperimentato la linoleografia con un editore piccolo editore qui di Milano, si chiama Bontempo. Il libro è THE TYGER dal poema di William Blake; questi sono vecchi caratteri tipografici e questo libro è pensato come una passeggiata che si può fare in tutti e due i sensi, quindi da sinistra a destra, da destra a sinistra, attraverso un’ipotetica giungla, una foresta variopinta con altri animali; fino a quando incontriamo la famosa tigre nel centro del libro, con l’acme di questa passeggiata. Nella radura incontriamo le due tigri che si fronteggiano e tutto il poema, di un fiato.

la calcografia nell'albo illustrato per ragazzi | Tyger

Questo corrisponde alla ciclicità e alla simmetria del poema, perché le prime strofe si ripetono, esattamente all’identico, anche alla fine. E questo è stato un gran lavoro. Completamente aperto il libro misura qualcosa come 5 metri. Ci sono state anche nelle difficoltà di stampa. Ci sono moltissime matrici, moltissimi colori che si sovrappongono. Sembra un libro semplice, in realtà ha richiesto un calcolo preciso di tutte le pieghe, di tutti i tagli, anche considerando il formato della carta che era un vincolo, quindi tutto questo non si doveva vedere. Questo è uscito l’anno scorso.

Mi piace molto continuare a sperimentare e, oltre al lavoro di illustratore classico, anche fare, continuare con il libro d’artista e con delle passioni più da artigiano, tra virgolette, anche se in questi libri io uso comunque un procedimento manuale. Infatti io e il digitale non andiamo d’accordo. Non penso che passerò mai al digitale.

Ok, quindi saltiamo la domanda specifica su come ti trovi a lavorare in digitale!

TIZIANA ROMANIN: io non sono per niente, come si può dire, non sono per niente abile. Ho il computer con me ma semplicemente accendo, spengo, scrivo le mail e più di questo non riesco a fare.

Tiziana Romanin | la calcografia nell’albo illustrato

Senti, invece il tuo processo creativo? Da quando ti arriva una commissione oppure hai un’idea… come parti di solito? da un’idea tua ti metti a tavolino e studi?oppure fai una passeggiata e ti ispiri?

TIZIANA ROMANIN: negli anni, avendo come interlocutore primario un editore che è Sarbacane e in particolare un autore che è Didier Levy, i libri li facciamo insieme, in equipe tra me e Didier. Ci conosciamo da anni, c’è un rapporto molto complementare. Allora a volte è lui che mi propone un’idea e ha un canovaccio, una specie di sinossi o solo un’idea di libro e mi chiede cosa ne penso. Altre volte sono io che gli propongo una storia che ho trovato, alla quale mi piacerebbe che lui si ispirasse. Poi la mettiamo in bella e la presentiamo all’editrice; lei aderisce o meno a seconda delle sue esigenze editoriali e poi si parte.

Questi due libri sono nati da una mia idea. Avevo trovato questi due episodi
che sono storicamente documentati e gli ho proposto di riscriverlo. Altre volte è stato lui che mi ha proposto il libro. Poi da lì io mi giro il film. Nel senso che immagino, man mano che leggo, come potrebbe essersi svolta la cosa. Devo dire che conta moltissimo la scelta del formato; è come se ci fosse qualcosa di automatico che scatta quando leggo il libro e mi dico “questo va raccontato così”.

Va raccontato in un piccolo formato, in un grande formato, più verticale, più orizzontale e poi faccio moltissimi schizzi. Sono nota anche per fare moltissimi definitivi! Per esempio con questo libro potrei averne fatti tre da quanti disegni ho scartato. Di solito lavoro, faccio tutte le mie indagini. Ho dei carnet dove faccio degli schizzi, delle prime idee, delle sequenze immagini. Lavoro davvero molto come se fossi un regista che ragiona per fotogrammi e cerco, se c’è bisogno di una documentazione storica, cerco le immagini alle quali ispirarmi. Nel caso di questi libri in effetti c’era anche una giustezza sui costumi, sulle scenografie, sui decori della quale bisognava tenere conto, quindi dovevo essere più fedele possibile. Dopo che ho fatto tutta questa serie di schizzi, o anche prima, comincio a realizzare degli schizzi più in grande, 1 a 1, quindi sul formato definitivo e poi procedo così per gradi.

Ci sono sempre delle immagini che vengono immediatamente su delle scene clou, poi ci sono immagini invece che vengono dopo tanta fatica e tanto lavoro, perché sono un po’ meno facili da immaginare. Poi c’è comunque sempre il dialogo con autore ed editore perché alla fine il libro è un lavoro di equipe.

Tiziana Romanin | la calcografia nell’albo illustrato

Quindi è fondamentale trovare “l’editore del cuore”, editori di fiducia con cui lavorare in armonia?

TIZIANA ROMANIN: Io penso che sia un bene, qualcosa che auguro a tutti, perché fa parte di una crescita personale e non è sempre facile. Ci sono delle cose che si instaurano, anche nei rapporti di lunga data, delle quali bisogna tenere conto. Non è sempre tutto rose e fiori, ecco. Però sicuramente è un motivo di crescita, lo scambio con le persone giuste.

Ti occupi anche di formazione: tieni workshop, ma non solo per bambini. Ce ne vuoi parlare di questa attività?

TIZIANA ROMANIN: Sì! a volte mi capita di fare dei corsi, degli stage, interventi più o meno lunghi e ho collaborato molto con MiMaster, scuola di formazione per illustratori a Milano, sia per dei corsi sul libro illustrato per bambini ma anche per esempio dei corsi sul libro d’artista, sulla tiratura limitata, sull’autoproduzione; una cosa alla quale io credo molto anche, proprio, come nutrimento di quello che poi è il lavoro, invece, di illustratore tradizionale. Credo infatti che un illustratore non debba rinunciare né alle sue passioni, né ai suoi interessi, né al suo modo di esprimersi. Per quanto
nel dialogo con un editore, debba tenere conto di altri fattori che sono quello economico, quello del mercato e via dicendo.

Quindi non sto dicendo che uno si debba snaturare però, sicuramente, il compromesso è più alto.
E lì l’intelligenza e la capacità è quella di riuscire comunque a trovare
una propria strada, il proprio modo di dire ciò che si pensa, come lo si pensa, nonostante ci siano delle regole più ferree e dei paletti messi da altri. Mi è capitato anche di essere chiamata da alcune aziende per fare delle giornate di Arts in management e sono sempre delle esperienze molto interessanti nei due sensi; da un lato perché queste persone, che spesso vivono un’azienda come una costrizione o, comunque, come un ambiente che non lascia modo di esprimere se stessi, riescono a trovare invece una dimensione altra. E da parte mia, mi aiuta moltissimo.

Penso che il nostro sia un mestiere di privilegiati e, anche se possiede un sacco di rovesci della medaglia che dobbiamo assumere, in fin dei conti, non siamo tenuti ogni giorno ad avere a che fare con delle gerarchie stritolanti, ma anche banalmente lunghi tragitti per andare a lavoro, una routine ripetitiva e noiosa, non soltanto nel raggiungere il posto di lavoro, ma proprio nel lavoro stesso. Da un certo punto di vista è un mestiere difficile: bisogna sapersi fare molta compagnia; è un mestiere solitario, ma credo che lo debba essere, altrimenti non vedo come noi potremmo, se non fossimo delle persone riflessive, introspettive, non vedo come potremmo riuscire a raggiungere gli altri.

Quindi avere sempre aperto un dialogo con se stessi?

TIZIANA ROMANIN: Credo di sì, credo che sia fondamentale anche perché la sensibilità può essere qualcosa di innato ma poi va coltivato, in ogni caso. Io penso che l’esperienza che noi facciamo su noi stessi, possa servire poi agli altri. Se noi non la facciamo, nel vedere i nostri libri, nel leggere i nostri testi le altre persone non trovano niente. Io come lettore per prima, quando prendo un libro ho bisogno di trovare il punto di vista di un altro ed è questo che mi nutre, questo che mi interessa, che mi apre mondi, che mi fa riflettere sulle cose. Se dietro non c’è niente, può rimanere la bella immagine, anche molto accattivante, molto ben fatta, graficamente ineccepibile però non ho portato niente di più, neanche il dubbio. E questo trovo che sia veramente triste, ecco.

Tiziana Romanin | la calcografia nell’albo illustrato

Per quanto riguarda la tua promozione, la tua comunicazione verso l’esterno, quali mezzi usi? quali tecniche? quali strategie?

TIZIANA ROMANIN: Allora, non penso di essere bravissima. Credo, anzi, che sia un lavoro nel lavoro quello della promozione! e quindi, siccome il mio tempo io lo voglio passare soprattutto al tavolo da disegno, succede che mi auto promuova però, seguo sempre il tempo che ho e quelli che sono i miei impulsi, i miei interessi, dei modi che, probabilmente, non sono così professionali.

Ho un blog. Mi piace scrivere, appunto, sul blog non solo delle cose che faccio, ma anche delle curiosità, delle cose che scovo. Ultimamente ho scritto un post su una cosa che ho scoperto, per esempio, sul primo illustratore di Alice nel paese delle meraviglie, il suo rapporto con l’autore. Esistono ancora i legni, perché erano delle xilografie. O cose varie che trovo interessati e che mi piace condividere.

Sono su Facebook, ma molto di passaggio. Non mi piace molto che diventi una specie di occhio intrusivo in quello che faccio. Per me è un veicolo per far sapere a cosa sto lavorando, oppure solo per dare qualche notizia su di me, ma sul mio lavoro. Non posterò mai la mia tavola apparecchiata mentre sto per mangiare o
o foto dei miei figli, ecco. Questa cosa mi fa anche molta paura, non mi sento in sintonia con questa parte del mondo che non ha pudore e che invece credo sia una qualità che andrebbe molto di più sviluppata e coltivata.

Il tuo blog che tipo di impegno richiede? Quali sono le tipologie di contenuti che pubblichi?

TIZIANA ROMANIN: Scrivo su lavoro che sto facendo, dando a volte delle piccole anticipazioni se sta uscendo un libro, magari qualche dettaglio delle tavole alle quali sto lavorando, la notizia dei saloni ai quali sono presente per le dediche, le mostre che si stanno aprendo, i laboratori che farò, l’open studio, queste cose. In aggiunta mi piace postare degli articoli che parlano dei miei interessi che sono attinenti all’illustrazione, però in altri settori specifici, come quello del libro d’artista. Ho scritto molti post sul libro d’artista.

Tiziana Romanin | la calcografia nell’albo illustrato

Ci sono 3 oggetti totem che potresti identificare? Possono essere strumenti, ma anche cose completamente lontane dal mondo dell’illustrazione ma che, per te, sono importanti per fare l’illustratrice

TIZIANA ROMANIN: Allora, una riguarda l’illustrazione ed è, non ce l’ho qua peccato, ma è la mia scatola di acquarelli; è una scatola portatile che ha tutto. Contiene anche la borraccia, è una scatola di latta ed è fatta in modo che si può infilare sulla mano e quindi posso viaggiare ovunque. Poi i miei carnet! Ce n’è sempre uno al quale sto lavorando. Ce ne ho più di tre di realtà. L’altro, sembra non essere attinente all’illustrazione ma invece lo è ed è la mia teiera. Una teiera di ghisa che ho comprato anni fa. Ne ho diverse ma c’è soprattutto la prima che ho comprato e che è un oggetto feticcio, diciamo, la teiera giapponese di ghisa blu perché non manca mai il tè, sono una grande appassionata di tè. Ho fatto anche diverse cose, tra cui un libro, un piccolo libro d’artista sul tè.

Quindi non solo calcografia nell’albo illustrato! Possiamo vederlo?

TIZIANA ROMANIN: Sì, è un cofanetto, si chiama “L’ora del tè”. Una scatolina di cartoncino in cui c’è una stampa in carta di riso giapponese con la traccia dell’illustrazione che poi uno deve ricomporre. E c’è questa immagine dove la bambina, per fare il tè, prende l’acqua della pioggia; che è anche una filosofia di vita, quella che cerco di alimentare, di usare nel quotidiano: da un inconveniente o da qualcosa che ci può dare noia, in questo caso la pioggia, in realtà può essere molto utile in questo caso perché il mio personaggio può farsi il tè, altrimenti non avrebbe avuto l’acqua.

Quindi come trasformare qualcosa di fastidioso in qualcosa, invece, che non ci pensavamo all’inizio, ma che può essere molto piacevole. Secondo me questo è un po’ il segreto per per essere felici, se volete! E di questi mi sono divertita a farne un po’ con diversi soggetti. Fanno parte tutti della stessa
serie ludica, che usa la calcografia però in un modo un po’ diverso dal solito
libro d’artista finito.

Ci parlavi prima dei tuoi sketchbook, quanto è importante per te lo sketchbook come strumento?

TIZIANA ROMANIN: è fondamentale perché non vedo lavoro di illustratore senza lavoro di disegnatore e per me è proprio un appendice. Mi capita di passare dei giorni senza riuscire a disegnare e mi sento male. Fa proprio parte di me. Che poi non è soltanto “voglio catturare quello che c’è fuori”, la maggior parte delle volte viene trasfigurato quello che vedo.

Tiziana Romanin | la calcografia nell’albo illustrato

Che consigli ti senti di dare a un giovane aspirante illustratore?

TIZIANA ROMANIN: Di disegnare tantissimo! Di lavorare tantissimo per sé, di non smettere di essere curioso e di prendere questo mestiere come una professione seria.
Quindi no boheme! Bisogna essere affidabili e non creare problemi ma risolverli. Questo però senza snaturarsi. Quindi bisogna trovare la giusta dimensione tra il continuare a essere se stessi ma ascoltando quello di cui hanno bisogno gli altri, che può essere l’editore, l’autore eccetera.

Grazie Tiziana Romanin.

TIZIANA ROMANIN: Grazie mille a voi.

I consigli di Tiziana Romanin

Abbiamo chiesto a Tiziana di consigliarci qualche link, anche in questo caso è stata gentilissima e ci ha fornito tantissimo materiale.

Bibliografia consigliata:

Goethe – Le affinità elettive
Sebald – Austerlitz
Virginia Woolf – To the lighthouse
Robert Louis Stevenson – Treasure Island
Didier Diderot – Lettres à Sophie Volland
Jean-Jacques Rousseau – Les rêveries du promeneur solitaire
Stendhal – La Chartreuse de Parme
Jan Mc Ewan – Atonement
Oliver Sacks – Il fiume della coscienza
Jorn de Précy – E il giardino creò l’uomo

Alcuni artisti di riferimento:

Artisti che seguo con grande interesse e il cui lavoro mi appassiona e stimo moltissimo:
Piera Luisolosito
Andrea d’Amicosito
Maurizio Olivottosito
nel campo dell’illustrazione:
Andrea Seriosito
Nathalie Letésito

Fornitori di riferimento:

Posti che mi piacciono e dove mi rifornisco per il materiale:
Monoartehttp://shop.monoarte.it/index.php
Pasinicartahttp://eshop.pasinicarta.it/store/
Sennelierhttps://www.sennelier.fr
Cornelissenhttps://www.cornelissen.com
Bonvinihttps://www.bonvini1909.com

Piccoli editori di cose belle:

Memohttp://www.editions-memo.fr
Il buon tempo edizionihttps://ilbuontempo.it/edizioni/

Luoghi da visitare:

Posti dove torno spesso, appena posso:
V&Asito
Musée de la Vie romantiquesito
Guggenheim di Veneziasito