Bio: 40 anni di percorso artistico e docenza

La base della mia formazione artistica si è svolta in Cile, in quella fase fertile che è l’università ed i primi contatti con l’arte, fra il 1969 e il 1974.
Nella nostra generazione c’era interesse per l’informale, la pop-art, il surrealismo, dada, ecc. Quelli erano i nostri riferimenti e poi in Cile, dal punto di vista artistico, c’era un fermento culturale attivissimo. In quel periodo, dal 1970 al 1973, governo di Salvador Allende, esisteva un collegamento internazionale molto grande, sia artistico che politico. C’erano rapporti con Europa, America Latina e Usa si allestivano rassegne internazionali importanti dedicate all‘arte contemporanea; nonostante la lontananza geografica i rapporti culturali erano molto fervidi. La action-painting fu un altro movimento molto fecondo, un’altra maniera di svolgere una pratica artistica e politica concettuale che ci consentiva di condurre l’opposizione (usata fino a oggi nelle manifestazioni sociali dell’ottobre 2019) e un modo per uscire nelle strade, negli spazi urbani. In quelli anni ci confrontavamo molto col territorio e si lavorava nelle aree esterne al mondo accademico, molto fra parola ed immagine. In Cile erano gli anni dei murales, di interventi e agitazione.

A fine 1974 mi sono trasferita in Europa. Nel ’76 la mia residenza diviene Milano, dove svolgo lavori nella costellazione del collettivo creativo e politico, continuando il lavoro di muralista e parallelamente lavorando nell’area della pittura e dell’incisione. Frequento l’Accademia di Brera, la Società Umanitaria Milano e la scuola di Grafica Internazionale di Venezia. Per vivere lavoro come illustratrice e scenografa per il Corriere della Sera, la rivista Brava Decorazione e in diversi laboratori d’incisione come Upiglio e Sciardella. Nel 1980 abbandono le utopie del collettivo e di questo viaggio politico presente in tutta la mia produzione artistica. Nel senso artistico è stato abbandonare le angosce del mondo nel senso delle immagini, del fare. Un liberarsi, il credere di nuovo nello spazio limitato, sentire il bisogno di ritornare alla materia, al colore. Mi sono buttata alla riconquista del linguaggio propriamente pittorico, del mestiere, con gioia fondendolo con la vita. Nello stesso anno inizia il mio percorso di docente e apro la Stamperia D’Arte, sentendo il bisogno di trasmettere il mestiere, la conoscenza e la formazione. Diviene luogo di insegnamento della Incisione Grafica d’Arte, libro d’artista, pittura, murali e altre discipline artistiche, ritrovo di artisti, studenti, poeti adulti e bambini e sociale. Dal 1980 al 2015 ho insegnato nelle scuole di Milano. Scuola materna, corsi di formazione di manualità artistiche, per 20 anni all’Istituto Europeo Design, IED, con la cattedra di “teoria e laboratorio colore” e “tecniche di illustrazione” per grafici e illustratori. Dal 92 al 96 mi chiamano della Pontificia Università Cattolica di Architettura e Arti Visive e anche alla UPLA di Valparaíso per la docenza ai corsi di incisione, pittura, e disegno.

Sento vivamente di avere contribuito alla formazione di tanti professionisti, grafici, illustratori, artisti, dei quali sono fiera, felice di avere trasmesso loro la passione e che ancora oggi mi chiamino dicendomi che non si dimenticheranno mai dei miei insegnamenti. Questo continuo scambio e aggiornamento con loro trasmette una grande energia.

Esiste un continuo aprirsi e chiudersi delle esperienze, uno sviluppo continuo. E, dal momento che vivo da 40 anni in Italia, credo che esista anche una formazione artistica italiana miscelata alla mia ispanica latino-americana. Questo è il mio percorso sul piano spirituale, sul piano artistico, nella docenza, nel trasmettere il mio bagaglio di esperienze attraverso la formazione professionale, le università e, a livello personale, verso ogni individuo.
Pilar Dominguez – 2020

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